LightroomCafe ha il piacere di ospitare oggi una delle maggiori personalità del panorama del digital imaging italiano. Mauro Boscarol è un indiscusso guru del colore, un precursore e uno stimato professionista che negli anni ha fornito la propria consulenza a un’infinità di aziende, enti e associazioni.

Ciao Mauro, innanzitutto grazie per averci concesso il tempo di questa intervista. Vuoi spiegarci in poche parole chi sei e di cosa ti occupi esattamente?
Sono un informatico e mi occupo di computer grafica. In particolare mi occupo principalmente di trattamento del colore mediante computer, quello che si chiama colore digitale. Quindi cattura del colore mediante fotocamere e scanner e riproduzione del colore su monitor e sulle varie periferiche di stampa e sui vari tipi di supporti.

Com’è nata la tua passione per il colore e la gestione del colore?
Quando a metà degli anni 80 sono usciti i primi monitor commerciali a colori, mi sono reso conto che non sapevo nulla del colore. Sono andato in biblioteca e mi sono preso l’unico libro che c’era e ho iniziato a leggerlo. È cominciato tutto così, poco dopo usciva ColorSync, la parte del sistema operativo di Macintosh dedicata alla gestione del colore, Photoshop iniziava a supportare i profili colore e via via tutte le altre applicazioni, le fotocamere, le stampanti. Negli anni ho seguito tutti questi sviluppi da vicino.

La gestione del colore in fotografia è un tema che sta cominciando a interessare non più solo i professionisti ma anche i semplici appassionati. Quali consigli ti senti di dare a chi parte da zero?
Nella riproduzione del colore, senza uno strumento di misura di buona qualità, non si va da nessuna parte. Quindi consiglio di procurarsi uno strumento di misura del colore, meglio uno spettrofotometro, e di non lesinare i centesimi. Il monitor, la carta stampata, gli oggetti da fotografare richiedono una precisa misura del colore se si desidera una riproduzione perfetta. Naturalmente ci sono anche i fotografi che hanno altri intenti, altre finalità, preferiscono interpretazioni soggettive del colore. In tal caso entriamo in un campo diverso dalla riproduzione del colore, e lì i riferimenti sono diversi.

Quali risorse online e offline (Libri, DVD, seminari) consigli a chi vuole imparare qualcosa sulla gestione del colore?
In italiano purtroppo non ci sono libri sulla gestione del colore e ce n’è uno solo sulla colorimetria (curato da Claudio Oleari, edizioni Hoepli). Rimangono solo i forum, le mailing list, che sono spesso preziose ma altrettanto spesso pericolose. Ci sono tantissime informazioni utili, ma altrettante informazioni dannose e/o scorrette. Vanno prese con le pinze e bisogna affinare la propria capacità di distinguere il grano dal loglio.

Quali software e quali accorgimenti utilizzi per gestire le tue foto ottenendo il più possibile una gestione accurata del colore?
Photoshop è l’applicazione di riferimento, e poi si va secondo le proprie specializzazioni. Camera Raw, Lightroom, Illustrator, InDesign e tutte quelle applicazioni “minori” ma utilissime come ColorThink, SpectraShop, ColorLab, Babel Color. Un altro campo è quello delle applicazioni che creano profili colore: ProfileMaker, i1Profiler, Basiccolor, Eye-One Match e molte altre. È un campo molto ricco di opportunità.