Perfect Layers: quando Lightroom si trasforma in Photoshop

Lightroom purtroppo non riesce a soddisfare sempre tutte le nostre esigenze di fotoritocco e talvolta dobbiamo rivolgerci a Photoshop. Una delle funzionalità più usate di quest’ultimo, non presenti in Lightroom, sono i livelli. Grazie al plugin Perfect Layers, finalmente, i livelli non sono più una prerogativa di Photoshop.

Con i livelli è possibile combinare elementi presi da diverse foto e fonderli in una sola, aggiungere texture, combinare scatti ad uno stesso soggetto con esposizioni diverse e così via. Tutte queste cose sono impossibili da fare in Lightroom.

Più precisamente, lo erano. Continuate a leggere per scoprire come queste ed altre cose si possano fare sfruttando il plugin Perfect Layers.

Scaricare, installare e avviare Perfect Layers

Perfect Layers è un plugin a pagamento, dal costo di 99.95$ (ma ci sono quasi sempre promozioni attive per pagarlo molto meno), comunque è disponibile una versione di prova valida 30 giorni comprensiva di tutte le funzionalità. La versione a pagamento e la demo sono entrambe scaricabili dalla stessa pagina: http://www.ononesoftware.com/products/suite/perfect-layers/?ind.

Una volta scaricato ed installato Perfect Layers, vi accorgerete che può essere usato sia come plugin che come applicazione a sè stante. Nel primo caso, che è quello che ci interessa, potete avviarlo da Lightroom cercando nel menù File la voce Extra-plugin –> Perfect Layers.

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Cliccando su questa voce, si aprirà una nuova finestra, in cui la o le foto selezionate verranno caricate come livelli di una singola immagine.

Le funzionalità di Perfect Layers

L’interfaccia di Perfect Layers ricorda quella di Photoshop, quindi chi vi è già abituato non farà fatica ad usare questo plugin.

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Sulla destra si trovano, dall’alto:

  • un’anteprima della foto con le opzioni per il livello di zoom,
  • la pila dei livelli (layer), con le relative opzioni,
  • le opzioni per gli strumenti di mascheratura dei livelli.

La pila dei livelli

Sulla pila, i livelli sono ordinati come in Photoshop. In basso troviamo lo sfondo, in cima il livello in primo piano. Ciascun livello può essere nascosto cliccando sull’icona a forma di occhio a sinistra del nome. Facendo doppio clic sul nome di un livello è possibile rinominarlo.

Cliccando sul nome di un livello lo si seleziona e quindi diventa possibile effettuare le consuete operazioni cliccando sui pulsanti che si trovano sotto la pila: cancellarlo, copiarlo, fonderlo con il livello sottostante.  L’ultimo pulsante, chiamato “Fill”, permette di creare un livello di riempimento, di un colore a scelta, per ottenere effetti come ad esempio il seppia.

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Molto interessanti sono le numerose opzioni disponibili per la modalità di blending, ovvero di mescolamento dei livelli.

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Il loro elevato numero permette di ottenere i più disparati effetti creativi nelle foto. Inoltre, passando il mouse su ciascuna voce del menù a discesa, la foto cambia in tempo reale, quindi la scelta della migliore modalità è veramente rapida.

Le maschere

Il pannello inferiore sulla destra raccoglie le opzioni relative ai due strumenti per mascherare i livelli, accessibili dalla barra degli strumenti sulla sinistra: il pennello maschera ed il MaskingBug (non saprei precisamente come tradurlo).

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Il pennello fa quello che potete intuire, ovvero permette di selezionare parti di immagine, spennellandole. Il MaskingBug permette di creare maschere di forma predefinita, ma ne parliamo tra un po’.

Grazie a questi due strumenti è possibile far sì che solo alcune parti dei livelli si vedano nell’immagine finale. Infatti, cliccando sul primo pulsante nel pannello, sulla sinistra, cambiate la modalità di mascheratura:

  • Paint Out nasconde la porzione di livello mascherata,
  • Erase cancella la machera,
  • Paint In è un po’ più complesso, funziona come la cancellazione della maschera ma può anche essere usato per sovrascrivere il MaskBug.

Il pulsante Invert Mask è molto utile quando si vuole mantenere visibile solo una piccola parte di un livello: dopo aver mascherato la parte che si vuole mostrare in modalità Paint Out, si inverte la maschera e si fa sparire la porzione più grande.

Le opzioni per il pennello sono le solite:

  • Brush size ne modifica la dimensione,
  • Feather ne modifica la durezza, quando è maggiore di 0 aggiunge un alone sfumato attorno al puntatore del pennello, sfumando quindi il bordo della maschera,
  • Opacity determina l’intensità della maschera, quando è 100 è totalmente coprente, scendendo verso lo 0 diventa via via più trasparente.

Mentre con il pennello dipingete una maschera di forma arbitraria, con il MaskingBug create una maschera di forma predefinita, rettangolare o circolare. Questa maschera può essere poi spostata, ruotata e ridimensionata. Per sceglierne la forma, usate il menù MaskingBug.

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Lo strumento MaskingBug prende il suo nome dalla strana forma del controllo che si usa per modificare la maschera. Esso presenta due “appendici” circolari piene e due vuote. Quelle piene servono per ruotarlo e ridimensionarlo, quelle vuote (che formano le antenne della testa di insetto) rispettivamente per impostarne opacità e durezza. Cliccando e trascinando il centro del controllo, invece, lo si sposta lungo la foto.

Questo strumento è effettivamente utile, ma il controllo potrebbe risultare un po’ ostico per qualcuno. La cosa più frustrante è che la stessa appendice si usa per spostare e ruotare la maschera. Ciò implica che un sacco di volte vi troverete a ruotare la maschera quando in realtà volevate solamente spostarla.

La barra degli strumenti

A sinistra della foto troviamo la barra degli strumenti, che permette di scegliere lo strumento associato al puntatore del mouse:

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con la quadrupla freccia si attiva lo strumento per muovere il livello selezionato,

con le forbici si attiva lo strumento per ritagliare la porzione di livello da visualizzare,

le due icone successive attivano il pennello maschera ed il MaskingBug,

la mano attiva il panning, che serve a spostarsi su una foto ingrandita,

la lente attiva il consueto strumento zoom, che permette di evidenziare un’area rettangolare da ingrandire.

Salvare i risultati

Al termine delle elaborazioni, per salvare il risultato in un’unica immagine in cui tutti i livelli sono fusi, è sufficiente cliccare su File –> Save. La nuova immagine verrà salvata come un file psd (l’estensione usata da Photoshop) nella cartella in cui si trova l’originale. Per scovarla basterà aprire quella cartella nel modulo Libreria di Lightroom.

 

Cosa è possibile fare con Perfect Layers?

Abbiamo visto una panoramica degli strumenti offerti da Perfect Layes, ma cosa si può fare di utile con questo plugin?

Il sito del produttore, OnOne, fornisce già una serie di tutorial molto esplicativi a questo scopo. Vi consiglio di andare su http://www.ononesoftware.com/university/, cliccare su Perfect Layers e seguire tutti i video (sono molto brevi) per avere idea delle possibili applicazioni.

Perfect Layers rende possibili in Lightroom diverse elaborazioni piuttosto consuete che richiedono sempre il passaggio a Photoshop, come ad esempio:

  • la fusione di una texture con la foto;
  • la composizione di diversi scatti in uno solo (per ottenere ad esempio un’immagine che ritrae lo stesso soggetto in posizioni diverse)
  • la sostituzione del cielo in un paesaggio,
  • la fusione di foto allo stesso soggetto ma con diverse elaborazioni, ad esempio per modificare la luce di schiarita di un singolo particolare.

 

Conclusioni

Ritengo che effettivamente Perfect Layers non sia solo un simpatico giochino, ma effettivamente incrementi le possibilità creative dei fotografi che usano Lightroom.

Il pennello maschera in particolare, dando la possibilità di rimuovere parti di foto, si presta a numerosissime applicazioni. se usato con inventiva. Anche le numerose modalità di fusione dei livelli si prestano ad ottenere risultati piuttosto creativi, anche solo combinando più copie della stessa foto.

L’unica pecca di un certo peso che ho trovato è la pesantezza dei requisiti hardware. Possiedo in computer piuttosto recente, con 4GB di RAM, su cui Lightroom subisce solo sporadici rallentamenti. Perfect Layers invece è diventato in molte occasioni scattoso, soprattutto usando il MaskingBug.

Perfect Layers vale il suo prezzo? Finchè rimane in offerta, considerando anche il cambio attuale euro-dollaro, il prezzo non è eccessivo.

Nel valutare l’acquisto, la cosa utile da fare è considerare quanto spesso vi trovate a non poter fare a meno di Photoshop (o simili) e per quali applicazioni. Se Perfect Layers copre tutte queste applicazioni, sicuramente è un acquisto consigliato. In ogni caso, il periodo di prova gratuita di 30 giorni è sufficientemente lungo per farsi un’idea accurata del plugin.

Trovi tanti altri tutorial riguardanti Lightroom sul mio blog, www.fotocomefare.com, insieme a numerosi articoli sulla fotografia scritti in un linguaggio chiaro e semplice. Mi trovi anche sulla pagina Facebook di FotoComeFare e sul canale Youtube di FotoComeFare.

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