Adobe Lightroom è un software potente e flessibile ma al tempo stesso semplice da usare. In buona parte questi pregi sono resi possibili dall’uso di un catalogo, cioè di un database, dove Lightroom registra automaticamente e in tempo reale tutte le operazioni eseguite all’interno del programma.
Quando avviate Lightroom per la prima volta viene creato automaticamente un catalogo. Da questo momento utilizzerete questo catalogo ogni volta che utilizzate Lightroom, a meno che non creiate di proposito un nuovo catalogo o ne selezionate uno esistente.
Il catalogo predefinito
Il nome del catalogo è sempre visualizzato in alto, nel titolo della finestra di Lightroom.

Il catalogo predefinito che viene creato automaticamente da Lightroom 3 al primo avvio ha il nome Lightroom 3 Catalog.lrcat e a seconda del sistema operativo utilizzato si trova nelle seguenti cartelle:
- Windows XP: C:\Documents and Settings\nome_utente\Documenti\Immagini\Lightroom\
- Windows Vista/7: C:\Users\nome_utente\Pictures\Lightroom\
- Mac OSX: Macintosh HD/Users/nome_utente/Immagini/Lightroom/
I file del catalogo
Nel filesystem, cioè nella struttura di cartelle tipica di ogni sistema operativo, il catalogo si presenta come un file con estensione .lrcat.

Un catalogo di Lightroom si compone in realtà di diversi file:

- nome_catalogo.lrcat: il file del catalogo vero e proprio. La sua dimensione cresce con l’aumentare del numero delle foto importate, ma difficilmente raggiunge valori che rendono difficile gestirlo su un computer recente. Ad es. un catalogo con decine di migliaia di foto “pesa” poche centinaia di MB.
- nome_catalogo Previews.lrdata: contiene tutte le anteprime generate da Lightroom per le foto contenute nel catalogo Lightroom 3 Catalog. Questo file sui sistemi MacOSX viene visto come una cartella, al cui interno troverete altre decine di cartelle e file incomprensibili: meglio non modificare niente per non corrompere le anteprime generate da Lightroom
- nome_catalogo.lrcat.lock e nome_catalogo.lrcat-journal: sono due file temporanei che sono visibili solo quando il catalogo è aperto in Lightroom; servono a Lightroom per la gestione del catalogo (che dopotutto è un database) e non devono essere modificati o cancellati (in realtà sono protetti quindi è improbabile che accada)
Informazioni contenute nel catalogo
Lightroom non contiene direttamente i file delle immagini che importiamo: ogni volta che importiamo delle foto in Lightroom in realtà vengono solo creati dei collegamenti ai file sul disco.
Se scegliamo di copiare o spostare i file da una memoria esterna al disco del nostro computer, Lightroom prima esegue questa operazione e poi memorizza il percorso finale dei file che stiamo importando.
Per questo motivo non bisogna mai modificare attraverso l’Esplora Risorse (Windows) o il Finder (Mac) il nome o il percorso di un file dopo averlo importato in Lightroom: in questo modo si distrugge il collegamento che Lightroom ha creato con il file originale e non sarà più possibile lavorare regolarmente su quel file.
Se modificate il percorso o il nome di un file, Lightroom vi segnala il problema non appena vi posizionate sull’immagine mancante.
Quando Lightroom “perde” il collegamento con l’immagine originale, vi permette comunque di visualizzare la foto nella Libreria e anche apportare modifiche ai metadati quali tag parola chiave, valutazioni o etichette, ma non potete apportare regolazioni nel modulo Sviluppo o nel pannello Sviluppo rapido del modulo Libreria.

Il catalogo tiene traccia di tutte le foto importate e delle relative informazioni (metadati).

Quando eseguiamo delle regolazioni su una foto nel modulo Sviluppo, le modifiche non vengono salvate in un nuovo file immagine, e certamente non viene mai sovrascritto il file originale.
Infatti Lightroom non modifica mai i file su cui lavoriamo, ma tiene traccia delle regolazioni e le applica “sopra” al file originale senza modificarlo.
Questo meccanismo è detto editing non distruttivo ed è uno dei principali vantaggi nell’uso di Lightroom.
L’importanza del catalogo
Il catalogo di Lightroom quindi è molto importante perchè contiene tutte le informazioni sulle foto che sono state aggiunte durante e dopo l’importazione delle foto stesse nel catalogo.
Perdere il catalogo (per un guasto hardware o software ad es.) significa quindi perdere parte del lavoro svolto in Lightroom sulle foto.
Nei prossimi articoli vedremo meglio dove Lightroom registra tutte le informazioni e le modifiche apportate alle foto, come gestire al meglio i cataloghi di Lightroom e i file collaterali ed eseguire operazioni come la creazione di un nuovo catalogo (e quando può essere utile), la selezione del catalogo desiderato, il backup e il ripristino di un catalogo, ecc.




Ok, questo mi è chiaro. Ma se volessi creare un catalogo pur mantenendo le foto originali in una memoria esterna, per esempio una schedina, Lightroom dovrebbe prima spostarne il contenuto nel disco del computer? Credevo non fosse necessario, proprio in virtù del fatto che il catalogo crea dei collegamenti ai files originali, per cui sarebbe stato sufficiente inserire la schedina di memoria per poterci lavorare attraverso Lr.
Ciao Gabry! Grazie
Si può fare senza problemi, basta scegliere “Aggiungi” nella finestra di importazione e i file rimangono solo sulla memoria esterna.
Ok, avevo un attimo di confusione. Ora è chiaro. Grazie Gab e complimenti per il blog… sempre più bello ed esauriente. VERY COOL! 🙂
Ci si vede presto ad uno dei vostri corsi
A presto allora!
Ciao
Sto provando LR in questi giorni per capire se può essermi utile, la cosa che ho trovato più complicata ed invasiva è proprio il catalogo. La domanda è questa: è possibile lavorare senza il catalogo e come? Mi basterebbe, e sarebbe già invasivo, un file che “accompagna” il file RAW come avviene con i file .xmp….. sarebbe ancora meglio se questo file contenente le informazioni di variazione effettiate con LR venga inglobato nel RAW come header o chissà cos’altro, come fa il software Capture NX2.
Non ho capito cosa intendi per invasivo quando parli del catalogo…
In ogni caso non si può lavorare con LR senza catalogo, è alla base del funzionamento ed è proprio grazie a questo che ci sono tanti benefici rispetto ad altri programmi come Bridge.
Puoi evitare di salvare i metadati nei file (sconsigliato) oppure usare il formato DNG.
Grazie della risposta, intendo dire con il termine “invasivo” che LR crea file e cartelle in HD ovviamente… tutta questa creazione di cartelle e file “sparse” per l’HD non mi piace… sono per il concetto di meno file possibili e meno memoria usata possibile. Un file in più, oltre al RAW, potevo pure sopportarlo, ma tutti sti backup in giro per il “mondo” li vedo un’impiccio! Cioè, una volta finito il lavoro, mi basterebbe avere un solo file con le informazioni di variazione… quando ho finito non vedo l’utilità, per esempio, di continuare a mantenere tutte le variazioni step by step eseguite nel tempo durante il lavoro.
In realtà il catalogo contiene molte più informazioni. Leggiti gli articoli presenti qui sul blog.
Dopo un po’ di prove, sono quasi riuscito nel mio intento… il catalogo sono costretto a tenerlo, ma è utile in fase di lavorazione perchè memorizza lo storico e con la combinazione Ctrl+S posso salvare il file collaterele .xmp (accanto al file RAW) che contiene i metadati delle variazioni apportate al RAW… in questo modo, se si cancella, si perde o si vuole “pulire” il catalogo, il lavoro finale è salvo grazie al file collaterale! A me basta questa funzione, per il resto, amen! 🙂
Ottimo!
ciao volevo chiederti perchè, esportando il file dopo l’elaborazione in lightroom, questo aumenta di memoria. esempio.. fileX.jpeg viene lavorato con lightroom ed esportato (salvato , con massima qualità e risoluzione originale ) la memoria che occupa è maggiore rispetto a quella pre-lavorazione
Aumenta di quanto? Riesci a fare un esempio reale? Che tipo di regolazioni di sviluppo esegui in LR?
Innanzitutto grazie per il tempo che deifichi a condividere le Tue conoscenze.
Non mi spiego una cosa, se io cambio posto alla cartella fisica (cotenente le foto), LR la “perde” , poi se voglio fargliela rivedere basta che lo faccio puntare lì.
Ma se rinomino e sposto una cartella e poi dico a LR di puntare lì lui ha modo di ribeccarla o si perde? E nel caso riuscisse a trovarla in base a cosa lo fa? Riconosce il nome del file? Non mi spiego se lui tiene le sole modifiche di un file come faccia a riconoscere il file di cui tiene le istruzioni di modifica…
Forse non sono sono stato molto chiaro.
Grazie comunque Marcello
Ciao a tutti, se io voglio lavorare dei file e poi spostarmi l’originale in un hd esterno l’immagine elaborata mi rimane cmq nel catalogo pronta a qualsiasi uso?? Grazie
Ciao e complimenti per il blog. Mi è stato molto utile. Da quello che ho capito, per evitare di occupare spazio su una ssd interna (per esempio), si può avere il catalogo sulla ssd in questione e le foto su un hdd esterno ma le anteprime non occupano ugualmente tanto spazio sull’ssd soprattutto se 1:1? Come si può liberare spazio senza perdere il lavoro svolto?